La veduta dall'alto della Rocca, acquistata all'inizio del Novecento da Ugo da Como; la casa del Castellano, in alto a destra, ospita il Museo Ornitologico.

Il castello di Lonato, comunemente denominato Rocca, si erge sulla sommita' di uno dei rilievi dell'anfiteatro morenico, che domina la parte meridionale del lago di Garda. Il versante sud di questa collina accoglie il centro storico dell'abitato di Lonato, la cui estrema periferia oggi si estende fino a lambire le prime testimonianze della pianura Padana. La fortificazione si presenta come una delle piu' imponenti di tutta la Lombardia. La sua pianta irregolare, vagamente a triangolo, rivela una struttura centrale lunga quasi 180 metri e larga mediamente 45 metri. Due sono i corpi che, a livelli differenti, la compongono: la cosiddetta Rocchetta nella parte piu' alta e, piu' in basso, quello che e' comunemente denominato il Quartiere Principale. Nonostante la lunga dominazione dei Visconti e degli Scaligeri, la cortina muraria, composta da grossi ciotoli morenici, presenta una merlatura di tipologia guelfa.


Al castello si accede dal suo lato meridionale tramite una porta restaurata dotata di ponte levatoio, ripristinato da interventi curati nel 1980 dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici. Sul fianco destro dell'ingresso principale si apre una postierla che consentiva il passagio di una sola persona, mentre nella parte superiore, in una nicchia, e' conservato il Leone di San Marco, simbolo della dominazione veneta.

Un fregio collocato nella Rocca, raffigurante il leone alato di San Marco, simbolo di Venezia.

Prima dell'ingresso, sulla destra, si innalza la massiccia struttura in mattoni del baluardo sulla cui sommita' esistono ancora tracce di nicchie, che ospitavano i cannoni posti a difesa della fortificazione. Varcato l'ingresso, sempre sulla destra, sono visibili i resti dei locali di servizio del corpo di guardia, attraverso i quali si puo' accedere all' ingresso della casamatta del baluardo. Percorsa la rampa in salita, dal lato sinistro si entra nel Quartiere Principale, che conserva ancora i resti delle canne fumarie delle caserme per l'alloggio di truppe nonche' di un locale dotato di ampio forno per la cottura dei cibi. Attraverso un portale ad arco a sesto acuto ci si puo' portare nel Quartiere di Tramontana, alla cui estremita' sono visitabili i resti di una postazione di avvistamento e di artiglieria riportati alla luce nel corso dei lavori di recupero e consolidamento effettuati da volontari negli anni 1984 e 1985 su iniziativa della Pro Loco. Percorrendo a ritroso il cammino di ronda, dal quale si e' in grado di godere uno spettacolare panorama del lago di Garda, si giunge all'ingresso della Rocchetta a fianco della quale si puo' notare la solida struttura del Maschio dotato di prigione. Superato l'ingresso, sul lato occidentale si possono osservare gli ambienti restaurati del quartiere di Monizione attraverso i quali ora si e' in grado di raggiungere la sommita' del Maschio, punto piu' alto di tutta la fortezza. Il fianco meridionale dal quale si gode di un ottima vista sul centro storico del paese e su parte della pianura, conserva ancora i resti di alcuni ambienti, ridotti al solo pavimento ed ai muri perimetrali. Parallela al lato orientale della Rocchetta si erge la casa del Castellano, dimora del responsabile di tutta la fortezza, che si presenta a pianta rettangolare con locali disposti su due piani; sotto di essi si apre un vasto seminterrato la cui funzione era quella di cantina, magazzino o ricovero cavalli. L'interno della casa, ospita attualmente il Museo civico Ornitologico, inaugurato nel 1996. Sul retro sono recentemente state portate alla luce le cisterne per la raccolta e conservazione dell'acqua piovana, al cui rifornimento provvedeva anche il pozzo tuttora visibile nei pressi della casa. Nell'angolo nord orientale si apre la Porta di Soccorso dotata di una lunga e stretta scalinata che scende fino alla base esterna del castello dove, in una nicchia scoperta nel 1838, furono rinvenuti alcuni scheletri umani. Nello stesso anno venne demolito il rivellino che provvedeva alla difesa della porta stessa . Il lato settentrionale della Rocchetta e' caratterizzato dalla presenza di resti la cui funzione e' di difficile interpretazione.

Scorcio interno dalla Rocca: la struttura, più volte rimaneggiata, ha l'aspetto che le diede il restauro voluto da Azzone Visconti.
Primo piano della porta del Soccorso, difesa da torre quadrata.

MUSEO CIVICO ORNITOLOGICO DI LONATO
Breve storia
La collezione di uccelli impagliati "Gustavo Carlotto" (Lonigo 1886-1970), una delle più importanti d'Italia, è stata riunita nei primi anni del '900 ed è composta da circa 700 esemplari che presentano in maniera pressoché completa l'avifauna italiana. Gli esemplari, ben conservati nonostante alcuni abbiano più di un secolo di vita, sono stati impagliati da un tassidermista di fama nazionale: Marco Gianese. In origine la raccolta comprendeva circa milleottocento esemplari; dal 1948 al 1989 è stata esposta nell'Abbazia di Maguzzano presso Lonato. L'esposizione attuale è stata aperta nel 1996.
Organizzazione del Museo
Organizzati secondo criteri ecologici, i circa trecentocinquanta esemplari esposti sono raggruppati secondo l'ambiente di appartenenza in dodici grandi vetrine (ambiente boschivo, montano, alto montano, mediterraneo, zone umide salmastre, zone umide d'acqua dolce, rurale, urbano, migratori del Lago di Garda ). Ogni esemplare è accompagnato da una scheda didascalica che riporta le principali notizie sulla specie; altre illustrazioni sullo sfondo della vetrina aiutano a comprendere meglio ciò che si vede. L'esposizione è sistemata in quattro stanze della Casa del Castellano nella parte più alta della Rocca di Lonato.
Rarità
Alcune vetrine presentano una serie di esemplari con caratteristiche particolari: nella vetrina degli estinti (che sono cioè scomparsi dall'Italia) si trovano esemplari maestosi quali il gipeto e l'aquila di mare, ma anche, non meno interessanti, il gobbo rugginoso, l'albanella reale, il falco pescatore, il francolino, la quaglia tridattila, la monachella nera, il pagliarolo e la leggendaria gru. Nella vetrina delle rarità sono esposte la moretta codona, l'aquila minore, l'otarda, l'ortolano grigio, lo zigolo golarossa, il fanello nordico, lo storno roseo, l'allodola golagialla, lo stercorario mezzano, il falaropo beccolargo, il chiurlottello, la pernice di mare orientale e il corrione biondo. Nella vetrina dei casi particolari troviamo alcuni incroci insoliti tra i quali spicca senz'altro l'ibrido di quattrocchi e pesciaiola illustrato, per la sua rarità e bellezza, nella classica opera Ornitologia Italiana pubblicata nel 1929 da Ettore Arrigoni degli Oddi, l'ibrido di germano reale e codone, alcuni casi di albinismo totale o parziale (il merlo bianco, per esempio), anomalie varie di colorito e alcuni curiosi casi teratologici (malformazioni).
Per una visita didattica
Il Museo ha la funzione di conservare il materiale scientifico e storico in dotazione, di divulgare la cultura scientifico-naturalistica e l'educazione ambientale. La visita al Museo Ornitologico di Lonato offre spunti di lettura su temi quali : gli ambienti ecologici, la diversità biologica, la classificazione dei viventi, gli adattamenti evolutivi, Per gli studenti sono state preparate apposite "Schede didattiche" che permettono di fare una visita attiva. La loro compilazione avviene durante un'attenta lettura delle vetrine.

Apertura Rocca e Museo Ornitologico
Orario estivo: Sabato e Domenica 10.00 - 12.00 / 14.30 - 19.00
Orario invernale: Sabato e Domenica 10.00 - 12.00 / 14.30 - tramonto
Per ulteriori informazioni e prenotazioni telefonare alla Fondazione "Ugo Da Como" 030.9130060.

Per approfondimenti riguardanti il museo ornitologico, contattare il sig. Fabio Terraroli allo 030.9131458 oppure all'indirizzo e-mail: grande.ra@libero.it